Hai mai sentito parlare della pallina di alluminio da mettere nel cestello delle posate? È uno dei trucchi per la lavastoviglie più condivisi sui social, ma funziona davvero?
La lavastoviglie dovrebbe fare tutto da sola, eppure capita spesso di tirare fuori dal cestello posate opache, con piccoli aloni o macchie che sembrano non voler andare via. Da qui nascono i tanti trucchi casalinghi che promettono di risolvere il problema con quello che abbiamo già in cucina.
Uno dei più curiosi è quello del foglio di alluminio in lavastoviglie: basta appallottolare un pezzo di carta stagnola e inserirlo nel cestello delle posate prima di avviare il normale programma. Secondo i video e i post che circolano sui social, al termine del lavaggio le posate dovrebbero essere molto più brillanti.
Ma dietro questo consiglio c’è davvero qualcosa oppure è soltanto l’ennesimo rimedio diventato virale?
Come si usa il trucco della pallina di alluminio
Il procedimento è molto semplice. Si prende un foglio di alluminio, lo si accartoccia formando una pallina abbastanza compatta e la si inserisce nel cestello delle posate. A quel punto si avvia la lavastoviglie come di consueto, utilizzando il normale detersivo.
L’idea non è quella di sostituire il detergente e nemmeno di aumentare il potere lavante della macchina. Il trucco viene utilizzato soprattutto con l’obiettivo di ridurre l’opacità e il deterioramento dell’aspetto delle posate metalliche.
È importante, però, non lasciare che il foglio possa muoversi liberamente all’interno della lavastoviglie o finire vicino al filtro, alla pompa o ad altre parti dell’apparecchio. Prima di provare qualsiasi rimedio non previsto dal produttore è inoltre sempre opportuno controllare le istruzioni del proprio modello.

Perché l’alluminio potrebbe far brillare le posate
La spiegazione più interessante riguarda una reazione elettrochimica. L’alluminio è un metallo molto reattivo e, in determinate condizioni, può favorire il trasferimento dei composti responsabili dell’annerimento dell’argento.
È lo stesso principio alla base di un metodo tradizionale utilizzato per pulire argento e posate argentate, nel quale l’oggetto viene messo a contatto con l’alluminio in presenza di acqua calda e di una sostanza che favorisca la reazione.
Questo spiega perché il trucco può avere senso soprattutto quando si parla di argento ossidato o annerito. Non significa, però, che una pallina di alluminio trasformi automaticamente qualsiasi posata sporca o opaca in una posata nuova.
Funziona davvero sulle normali posate in acciaio?
Qui bisogna fare una distinzione importante. La maggior parte delle posate che utilizziamo quotidianamente è realizzata in acciaio inox e non in argento.
Per queste posate il risultato del trucco può essere molto più limitato. L’alluminio non è infatti una sorta di gomma magica capace di eliminare qualsiasi macchia: non sostituisce il detersivo, non scioglie i residui di cibo e non elimina il calcare.
Anche le fonti che parlano del metodo sottolineano che l’effetto è più legato all’ossidazione dell’argento che alla normale pulizia dell’acciaio. Gli esperti di Good Housekeeping, per esempio, considerano il metodo poco costante e ricordano che molti produttori di posate sconsigliano il lavaggio in lavastoviglie dell’argenteria.
Attenzione: l’alluminio in lavastoviglie non è sempre una buona idea
C’è poi un aspetto da non sottovalutare. L’alluminio e i detergenti per lavastoviglie non sono sempre una combinazione ideale.
Le indicazioni dei produttori possono variare in base al modello e al materiale: Bosch, per esempio, segnala che alluminio e argento possono scolorire o perdere brillantezza durante il ciclo di lavaggio. Whirlpool avverte inoltre che alcuni oggetti in alluminio possono lasciare segni neri o grigi sulle altre stoviglie.
Per questo il consiglio più prudente è quello di controllare sempre il manuale della propria lavastoviglie prima di introdurre materiali o oggetti che non sono previsti dal produttore.
Il trucco della pallina non rende la lavastoviglie più potente
Un’altra precisazione è importante: la pallina di alluminio non trasforma la lavastoviglie in una macchina più potente.
Se bicchieri e posate escono opachi a causa dell’acqua dura, per esempio, il problema potrebbe essere legato ai depositi minerali. In questi casi è molto più utile verificare la corretta regolazione dell’addolcitore, utilizzare il sale quando previsto e controllare il dosaggio del brillantante.
Il brillantante, in particolare, aiuta l’acqua a scivolare via dalle superfici e contribuisce a ridurre aloni e macchie d’acqua.
Quindi vale la pena provare?
Il trucco del foglio di alluminio in lavastoviglie non è una bufala assoluta, ma nemmeno un rimedio miracoloso valido per tutte le posate.
La sua spiegazione chimica ha senso soprattutto nel caso dell’argento ossidato, mentre sulle comuni posate in acciaio inox il beneficio può essere minimo. Inoltre, non tutti i produttori considerano l’impiego dell’alluminio durante il lavaggio una pratica consigliabile.
Insomma, prima di appallottolare la carta stagnola e infilarla nella lavastoviglie, meglio sapere cosa aspettarsi: può essere un curioso esperimento per l’argenteria, ma non è il segreto infallibile per avere tutte le posate splendenti.